Michelangelo Buorroti - Il culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

Patroni di Alberobello
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Centro Studi Internazionali Pierre Julien
titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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COMITATO FESTE PATRONALI ALBEROBELLO - SITO UFFICIALE
ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Michelangelo Buorroti

Michelangelo nacque il 6 marzo 1475 a Caprese, in Valtiberina, vicino ad Arezzo, da Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, podestà al Castello di Chiusi e di Caprese, e Francesca di Neri del Miniato del Sera [118]. La famiglia era fiorentina, ma il padre si trovava nella cittadina per ricoprire la carica politica di podestà [119]. Michelangelo era il secondogenito, su un totale di cinque figli della coppia. I Buonarroti di Firenze facevano parte del patriziato fiorentino. Nessuno in famiglia aveva fino ad allora intrapreso la carriera artistica, un'arte "meccanica" (cioè un mestiere che richiedeva sforzo fisico) poco consone al loro status, ricoprendo piuttosto incarichi nei pubblici uffici: due secoli prima un antenato, Simone di Buonarrota, era nel Consiglio dei Cento Savi, e aveva ricoperto le maggiori cariche pubbliche. Possedevano uno scudo d'arme e patronavano una cappella nella basilica di Santa Croce.

All'epoca della nascita di Michelangelo la famiglia attraversava però un momento di penuria economica: il padre era talmente impoverito che stava addirittura per perdere i suoi privilegi di cittadino fiorentino. La podesteria di Caprese, uno dei meno significativi possedimenti fiorentini, era un incarico politico di scarsa importanza, da lui accettato per cercare di assicurare una sopravvivenza decorosa alla propria famiglia [120], arrotondando le magre rendite di alcuni poderi nei dintorni di Firenze. Il declino influenzò pesantemente le scelte famigliari, nonché il destino del giovane Michelangelo e la sua personalità: la preoccupazione per il benessere economico, suo e dei suoi familiari, fu una costante in tutta la sua vita.

Con la dipartita dei due rampolli di casa Medici, Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca d'Urbino, papa Leone X, rispettivamente fratello e zio dei due, che si era speso per la loro carriera riuscendo a far sì che ottenessero i primi titoli nobiliari che fregiavano la sua casata, fece di tutto affinchè i due ricevettero una sepoltura reale. Come architetto ed esecutore del monumento fu chiamato Michelangelo e come luogo di sepoltura si scelse la chiesa di san Lorenzo, luogo di sepoltura della famiglia Medici da un secolo.
All'epoca, però, non erano disponibili spazi in cui creare un nuovo complesso monumentale: la storica cappella di famiglia, la Sagrestia Vecchia, di Brunelleschi e Donatello, era un insieme di sobrio e misurato equilibrio, in cui non potevano essere aggiunte altre decorazioni senza compromettere l'insieme; la cripta, dove si trovano alcuni esponenti familiari, non era all'altezza dei desideri di fasto e celebrazione dei committenti. Nemmeno per Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano era stata ancora predisposta una degna sepoltura, per cui dovette apparire naturale la necessità di realizzare un nuovo ambiente, in cui sistemare le spoglie dei due "duchi". Si pensò di creare, come nuovo ambiente, la Sagrestia Nuova. Il tema dell'intera cappella è "il Tempo che consuma il Tutto", una profonda riflessione quindi sulla vita dell'uomo e sull'eternità.

La commissione impegnò Michelangelo, con varie interruzioni, fino al 1534, ma non fu mai completata.
San Cosma
modellato da Michelangelo Bonarroti e scolpito da Raffaello da Montelupo
Le vicissitudini individuali di Michelangelo, impegnato in molteplici imprese, e quelle, particolarmente drammatiche, della città di Firenze in quegli anni (dalla cacciata dei Medici all'assedio del 1530), ostacolarono l'esecuzione del progetto, che rimase interrotto alla definitiva partenza dell'artista per Roma nel 1534. Inizialmente il Buonarroti studiò il progetto di un monumento isolato, al centro dell'ambiente, simile alla prima idea della «sepoltura» di Giulio II, anche se di dimensioni ridotte, in seguito preferì la soluzione di tombe a parete, con i monumenti dei duchi al centro delle pareti laterali e quello dei «Magnifici» addossato alla parete di fronte all'altare. AI centro di quest'ultimo, che non fu mai realizzato, doveva essere collocata la Madonna col Bambino, scolpita dallo stesso Michelangelo, ma rimasta semplicemente appoggiata sul nudo e liscio sarcofago, insieme con le statue dei santi Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici, scolpite su modelli del Buonarroti dal Montorsoli e da Raffaello di Montelupo.
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