Giuseppe Fortunato Pirrone - Il culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

Patroni di Alberobello
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Centro Studi Internazionali Pierre Julien
titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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COMITATO FESTE PATRONALI ALBEROBELLO - SITO UFFICIALE
ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Giuseppe Fortunato Pirrone

o scultore, medaglista e caricaturista, Giuseppe Fortunato Pirrone, detto Peppino, e nato il 5 Novembre 1898 a Borgetto (PA) da Pietro e Elvira Emilia Resso. Rimane a Borgetto fino all'età di 3 anni e mezzo; il padre, impiegato di Prefettura, e trasferito dapprima a Mazara del Vallo e quindi ad Alcamo, dove frequenta le Scuole Elementari e la prima Tecnica. Nell'Aprile 1910 il padre, per ragioni di lavoro, si trasferisce a Noto, di cui Peppino si innamora subito, dato il suo trasporto per le Arti. Nell' Ottobre 1911, nel periodo della epidemia di spagnola, muore la madre Elvira ed il padre, nel 1912, sposa in seconde nozze una ragazza del luogo, da cui poi ha due figlie femmine ed un figlio maschio, di nome Gaspare. Appena quindicenne, modella un san Corrado in creta e lo espone tra due steariche sul davanzale della finestra di casa, in Via Cavour, angolo Vico F. Tortora, in attesa del passaggio della Sacra Urna il 19 Febbraio 1913 ; inizia l'attività artistica a Noto, giardino di pietra, ha i suoi primi successi con 3 opere: Vera, Giacometta e Rina Corsi. Per il lungo soggiorno ( 1909 - 1929), soleva dichiararsi " netino " , però e vissuto, con studio a Roma, dove e morto il 23 Febbraio 1978 alle ore 4, ad oltre 79 anni: riposa nella cappella eretta nel sito cimiteriale donatogli dal Comune di Recanati, insieme alla moglie, la pittrice netina Maria Mauceri, da cui però, per un fibroma uterino, non ha avuto figli; unica erede e una nipote, tale signora Zagarella da Pozzallo, figlia di una delle due sorelle. Il greco Peppino Pirrone ha decantato come nessun marchigiano tutte le opere di Giacomo Leopardi e la città di Macerata e di Recanati: un Crocifisso e collocate nella Chiesa [237] Collegiata di S. Giovanni a Macerata ed un Obelisco Triangolare a Recanati (1973). Nell' Aprile 1918 e chiamato alle armi; nel Febbraio 1919 e congedato ed ritorna a Noto: nel frattempo ha conseguito alle Scuole Normali di Noto (1918) il Diploma di Insegnante Elementare. In quel periodo conosce il pittore - decoratore Prof, Matteo Santocono, che non tarda ad avvedersi della natura poliedrica del suo ottimo allievo, e Lo segue nelle decorazioni dei soffitti. Dall' Ottobre 1922 fino al 1927, frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Palermo: maestri per la scultura Antonio Ugo, di tendenze naturalistiche, e, per il disegno, Archimede Campini, che lo fa rimanere fedele al rigore stilistico del Rinascimento. Si diploma, gia sposato, nel 1928 si diploma presso l'Accademia Reale di Napoli con 29 su 30, sotto la guida del Maestro Luigi De Luca, vincendo uno dei due premi della Fondazione Rossi ed un viaggio d'istruzione in Germania. Il suo primo ritratto é quello di Socrate Ciccarelli ( Roma, 1932), poi la Tomba Landogna ( Noto, 1934), Ritratto di Ciccio Accardo ( Noto,1936), La sonnambula ('37), Busto in bronzo di Mons. G. Blandini ('38) e di Mons. Calabretta ('75) per la Cattedrale di Noto, Ritratto di Salvo Monica ('76) e Medaglia per la Madonna della Scala ('76 ).

Mostre Personali: Brigate Amici dell' Arte ( Macerata, '51,'52 ), Sale dell' Accademia Nazionale di S. Luca ( Roma,'55), Sale dell' Agostiniana (Roma,'66).
Artista della medaglia, vanta una vasta e qualificata produzione di medaglie, esposte alle mostre di Paris, Roma, Praga, Stoccarda, Atene, Madrid, Amburgo: memore della lezione dei coniatori siracusani Eumene, Euclida e Cimone, ha rinnovato i fasti rinascimentali del Pisanello, ha dedicato una serie di omaggi a Segni, Momigliano, Einstein, Berenson, Carrà, Hemingway, Morandi, Baudelaire, Paolo VI, Casorati, Gui, Verga, Pirandello, Ungaretti, Totò, Renoir, J. F.-Kennedy, Martelli, Tomasi di Lampedusa, Mangano, Quasimodo, De Chirico ed ad alcuni famosi personaggi netini, Vincenzo Littara, Rocco Pirri, Mariannina Coffa (la Saffo di Noto), Antonio Corsetto, Giovanni Marrasio, Giovanni Aurispa ed Ascenso Mauceri.
Nella sua proficua produzione un posto di primo piano occupa la figura femminile, Mia Nonna, Ritratto di Nicoletta, Tina Di Lorenzo ('34), Mia Madre ('36), Basiliola ('41), Idolo ('50), Eulalia     ('60), Lucilla ('51), Susanna ed Eva ('51), Cleo ('63), Clara ('63), Medusa ( '64). Ha conseguito il  Premio Nazionale la Soffitta di Terni, col bronzo " Eterno femminino " (1950 ) e la medaglia d'oro per le sculture ceramicate alla Mostra del Mezzogiorno d'ltalia ('53 ), Premio Cicogna ('55), ha partecipato I mostra d'arte (Linguaglossa, 1956); l'Accademia Nazionale di San Luca gli ha conferito il Premio Einaudi 1955 per la scultura, Premio Citta di Noto ('67), Mostra 2° Acino d' oro (Pachino,  '73 ), nel 1970 ha partecipato con Samonà e Gregotti ai progetti per il nuovo Centro di Ghibellina, e stato premiato alla I Biennale Dantesca ('73 ) .. Ha lavorato su ordinazione della Città del Vaticano ( Musei Vaticani - Sala Pinturicchio ) e del Governo Libico a Tripoli.

Dal 1959 e stato Segretario Generale del Sindacato Artisti Italiani; nel 1963 ha eseguito la porta del Battistero della Chiesa di San Giovanni in Campi Bisenzio (Firenze), sull'Autostrada del Sole ed inoltre un artistico altare maggiore nella Chiesa dei SS. Cosma e Damiano ad Alberobello (Ba,'67), la monumentale statua della Madonna della Pace sul Monte Scalambra ( Frosinone,' 76) e numerose opere d'arte sacra presso la Cattedrale ed il Seminario ad Acireale ( CT ). Ha rifiutato ogni onorificenza, tranne quella che il 23 Dicembre 1976 il Papa Paolo VI Gli ha conferito: Equitem commendatorem Sancti Gregorii Magni. Ha istituito 2 gallerie, una a Noto ( Donazione Pirrone, 1966), dedicata alla madre Elvira, ma stranamente denominata Galleria Teresa Pirrone, ed una a Recanati ('72) in omaggio a G. Leopardi, della cui poesia e stato sempre innamorato.
Per V. Marotta, caratteristica della sua arte universale e la capacita di mediate ataviche risonanze mediterranee ed elleniche col più attuale travaglio della vita d'oggi " e per Etna le sue qualità di scultore, riportate sulla medaglia, fanno di Lui uno dei migliori medaglisti contemporanei e Mandel scrive che l'arte di Pirrone e tutto spirito, di valore e sapere, che prorompe come una forza vitale.... Per Jacono, nella sua personalità si ritrovano tutte le più significative caratteristiche dell'animo della sua gente e Miele parla di forza espressiva e Mattei Lo descrive piccolo e bruno, con i lineamenti del viso fortemente marcati, eppure soffusi di tenerezza dolce, Per Papa, lo spirito ellenico gli e entrato prepotentemente nel sangue, e divenuto linfa vitale .... , secondo Saru e un artista attuale che non rifiuta l'avventura delle nuove espressioni artistiche e per Cossu i modi più appariscenti li riscontriamo nella scultura più che nella medaglia .
Per Guastella è insigne scultore e medaglista di chiara fama e per Moroni predilige la scena sacra; questo senso devozionale si rivela nel rispetto di tutto l'uomo, concepito ognora come immagine di Dio .


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