Filippo Lippi - I Santi Medici nell'Arte -Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Filippo Lippi

ilippo di Tommaso Lippi nacque a Firenze nel 1406 circa. Intorno al 1419 pronunciò i voti nel convento del Carmine. La sua formazione si basa sugli esempi del plasticismo di Masaccio e sulla luminosità cromatica di Masolino. La sua prima opera documentata è datata al 1432, si tratta dell'affresco con la Conferma dell'ordine carmelitano dipinto nel chiostro della Chiesa del Carmine a Firenze, non ci è nota l'attività artistica svolta dal maestro prima di tale data. L'influenza di Masolino e di Masaccio è evidente nella Madonna dell'umiltà che si trova al Museo del Castello Sforzesco di Milano, dove la ricerca di valori plasticismo si arricchisce dell'insegnamento che gli viene dalla scultura coeva sopratutto di Donatello, questo conferisce al dipinto un modellato più largo e un espandersi dei volumi in superficie. Per un breve periodo, l'artista, soggiornò a Padova, successivamente dipinse la Madonna di Corneto Tarquinia datata al 1437 che oggi si trova alla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma.
Questo AA si è interessato abbastanza spesso dei Nostri, infatti i dipinti che raffiguranano i santi Cosma e Damiano sono più di uno. A nostro parere la tela più bella è la Pala Alessandri. Le vicende di questo dipinto sono controverse, a partire dall'identificazione dell'opera stessa: probabilmente si tratta della tavola descritta dal Vasari [126] nelle Vite, ed eseguita per la chiesa della villa di Vincigliata della famiglia Alessandri, presso Firenze. Verso il 1790 la pala venne trasferita nel palazzo di famiglia in Borgo Albizi a Firenze, per venire venduta nel 1912 sul mercato londinese e di nuovo a New York, entrando nel MET dal 1935. La datazione è incerta: generalmente, la critica la colloca tra la metà degli anni quaranta e i primi anni cinquanta del XV secolo. Alcuni ipotizzano che fosse un regalo di nozze alla famiglia di Ginevra degli Alessandri, andata in sposa a Giovanni di Cosimo de' Medici il 20 gennaio 145.
La lunetta fa coppia con quella dell'Annunciazione nello stesso museo, commissionata per l'arredo del Palazzo Medici in via Larga e destinata o come testata di un letto o come sopraporta. Non compare nell'inventario del 1492, dove dopotutto non vennero elencati i pezzi di mobilio. Poco prima del 1848 le due lunette furono acquistate dai fratelli Metzger ed entrarono in galleria nel 1861. Autografia e committenza sono unanimemente accettate dalla critica, mentre è più complessa la datazione, che 
viene di solito fatta oscillare tra la nascita di Lorenzo il Magnifico (1449), o quella di Giuliano de' Medici (1453) o, su base stilistica, la fine degli anni Cinquanta. Dopotutto il palazzo venne arredato entro il 1459, anche se già dal 1456 fu residenza di Pierfrancesco il Vecchio, cugino di Piero il Gottoso e appartenente al ramo "popolano". La committenza medicea è provata dalla presenza dello stemma di Piero il Gottoso, nell'altra tavola, e dal legame dei santi con i membri maschili famiglia. Al centro san Giovanni Battista, protettore di Firenze, è affiancato ai lati dai santi Cosma e Damiano (protettori dei Medici, in particolare di Cosimo il vecchio, padre di piero); a destra in primo piano san Pietro Martire, protettore di Piero il Gottoso, e accanto Giovanni Evangelista, protettore di suo fratello Giovanni; sulla sinistra in primo piano san Francesco, protettore del cugino di Piero Pierfrancesco e accanto san Lorenzo, protettore dello zio Lorenzo il Vecchio [127].

L'artista morì a Spoleto nel 1469.
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