Cesare Fracanzano (Bisceglie,1605 – Barletta,1651) - Il culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Cesare Fracanzano (Bisceglie,1605 – Barletta,1651)

Volta della chiesa di san Cosmo a Conversano
acque a Bisceglie, in terra di Bari, il 16 ott. 1605 [244]. Il padre Alessandro, era un nobile originario di Verona pittore di maniera, e dalla barlettana Elisabetta Milazzo. Insieme al fratello Francesco seguì il padre nei suoi spostamenti di città in città per eseguire decorazioni e da lui apprese i primi rudimenti dell'arte pittorica. Entrò poi nella bottega del Ribeira a Napoli. Il suo stile pittorico si rifaceva al Ribera, ma anche al Tintoretto, ai fratelli Carracci e a Guido Reni. Dopo lunghi anni di preparazione artistica e di lavoro svolto a Napoli, nel 1626 tornò a Barletta dove risiederà per i successivi tre anni, è un pittore fin troppo noto e apprezzato con un curriculum fitto di molteplici esperienze. Per comprendere la sua personalità artistica bisogna far riferimento alla situazione culturale che viene a crearsi in Italia meridionale a partire dalla seconda metà del Cinquecento, quando gli artisti devono far riferimento al decreto scaturito nella XXV sessione del Concilio di Trento sul quesito delle immagini sacre. La De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus [245] , pur vedendo la luce nel 1563, continua ad essere presa in considerazione dai pittori del Seicento e, anzi, la città che più di tutte risente di queste conseguenze è Napoli che, accogliendo pienamente questi decreti, diviene il capoluogo reale della
Controriforma [246]. A partire dalla fine del 1647, se non proprio dal 1648, Cesare è impegnato a Conversano dove sostituisce il napoletano Paolo Finoglio nella decorazione della chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Con la presenza del Finoglio, Conversano diventa un ambiente intriso di quel «naturalismo napoletano di indirizzo luministico» di cui lo stesso Fracanzano si fa portavoce. Cesare è sovente impegnato in più commissioni e decide di farsi aiutare da altri pittori provenienti, per la maggior parte, dalla vicina Bitonto, dove si era formata la bottega tardomanierista di Alonso de Corduba. Cesare dopo aver conosciuto Carlo Rosa in Santa Maria della Sapienza a Napoli, vi lavora a Barletta per l’Adorazione dei pastori nella chiesa di Sant’Andrea, mentre a Nicola Gliri56 si deve la collaborazione per una Santa Lucia nella chiesa intitolata alla Santa siracusana di Barletta.

A Conversano questi pittori, a cui si aggiunge Francesco Antonio Altobello, trovano un luogo di espressione, completando, all’occorrenza, le parti lasciate incomplete dal Fracanzano; il Gliri e l’Altobello sono talmente vicini al maestro da rendere estremamente difficoltoso individuare le parti dipinte dagli uni o dall’altro. Così, vengono affrescati la controfacciata della chiesa con San Francesco d’Assisi e Santa Elisabetta d’Ungheria, alcuni Angeli che campeggiano nei sottarchi della cantoria e delle cappelle che si dispongono lungo i due lati dell’edificio sacro, Profeti, Figure allegoriche e altri Angeli negli estradossi fra gli archi delle stesse cappelle e, per finire, un’interessante serie di nove Profeti e sette Sibille nei sottarchi delle gallerie dei matronei individuabili da alcune iscrizioni, anche se alcune, a causa del cattivo stato di conservazione, sono andate perdute.
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